Il bando “BARCH Fabbisogno” per interventi in edifici privati
Oltre ai bonus fiscali nazionali, esistono anche contributi regionali finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche, come il bando “BARCH Fabbisogno”. Questa iniziativa di Regione Lombardia prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto per migliorare l’accessibilità di edifici privati in applicazione della Legge 13/1989, che tutela il diritto alla mobilità delle persone con disabilità.
Grazie a questo bando è possibile ottenere un rimborso parziale delle spese sostenute per interventi quali:
- installazione di montascale, servoscala, miniascensori e rampe;
- adeguamento degli interni per eliminare barriere architettoniche nei contesti abitativi.
Come funziona il bando per l’eliminazione delle barriere architettoniche
A differenza di altri incentivi, il bando “BARCH Fabbisogno” è destinato ai Comuni che richiedono il finanziamento direttamente a Regione Lombardia.
I singoli cittadini possono presentare al protocollo del Comune di residenza la propria richiesta attraverso la modulistica ufficiale, in formato cartaceo o digitale, seguendo le linee guida pubblicate dalla Regione e rispettando i termini stabiliti. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comune raccoglie tutte le istanze, controlla la documentazione e carica i dati nell’applicativo regionale per velocizzare e semplificare l’intero iter.
Nei successivi trenta giorni, la Regione verifica il fabbisogno necessario e attiva le procedure per il finanziamento delle richieste. In caso di accoglimento della domanda, l’erogazione avverrà direttamente da Regione al cittadino, su mandato del Comune.
Chi può presentare domanda per i contributi all’accessibilità
Il contributo può essere richiesto da persone con disabilità residenti in Lombardia, familiari conviventi o proprietari di immobili abitati da persone con disabilità.
Le modalità di presentazione variano in base alla situazione dell’immobile, secondo quanto previsto dalla Legge 13/1989:
- Se la persona con disabilità è proprietaria dell’intero edificio, può presentare direttamente la domanda.
- In caso di interventi su parti comuni condominiali, la richiesta può essere inoltrata dall’amministratore solo se l’assemblea ha approvato i lavori e la persona con disabilità firma la domanda.
- Se l’assemblea non si pronuncia entro tre mesi, la persona con disabilità può procedere direttamente con la richiesta, ma solo per manufatti facilmente rimovibili (come servoscala o piattaforme elevatrici).
In tutti i casi, è fondamentale che le opere non siano già state ultimate al momento della domanda in quanto il bando prevede il finanziamento esclusivamente per interventi da realizzare.
È possibile iniziare i lavori senza attendere l’erogazione del contributo. Tuttavia, l’ammissione della domanda non garantisce automaticamente il finanziamento, che dipende dalla disponibilità regionale e dalla graduatoria delle richieste.

