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Normativa

IL DETTATO NORMATIVO: L’IMPORTANZA DI SCEGLIERE IL PRODOTTO CORRETTO

La principale fonte normativa di riferimento, per installare un ascensore, una piattaforma elevatrice o un montascale, sia esso a poltroncina o a piattaforma è la legge Legge 9 gennaio 1989, n. 13 che è stata resa esecutiva dal Decreto attuativo 236/89

Il dettato normativo

Come spiegato la principale fonte di riferimento normativo è il Decreto Ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236 che detta le “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.” (Pubblicato in suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale n.145 del 23 giugno 1989)

In applicazione al DM 236/89 l’installazione di un montascale, o servoscala in altra dizione corrente, è consentita, qualora sia impossibile o estremamente difficoltoso installare un ascensore per superare dislivelli di norma non superiori ai 4 metri. Il decreto in questione fissa anche le varie tipologie di montascale installabili a secondo che ci si trovi in ambiente pubblico o privato, ristrutturazione o nuova costruzione, residenziale o non residenziale.

Quale tipo di impianto ci consente la norma

Nelle nuove costruzioni, vige sempre l’obbligo di installare un ascensore qualora i livelli fuori terra siano superiori a tre.

Il riferimento primario è l’articolo 1, comma 3, lettera b), della legge 9 gennaio 1989, n. 13, che rende obbligatoria “l’installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini”.

Il riferimento secondario è il regolamento attuativo, approvato con DM 14 giugno 1989, n. 236, e in particolare l’allegato A.

La tabella dell’allegato A non fa che ribadire che solo gli edifici plurifamiliari con più di tre livelli fuori terra sono obbligati all’installazione dell’ascensore, mentre fino a tre livelli fuori terra è sufficiente la possibilità di installazione nel tempo di meccanismi di sollevamento (ascensore o montascale) come è detto anche nella nota in calce allo stesso allegato.

L’articolo 3.2, del predetto decreto ministeriale, dopo aver prescritto l’accessibilità alle parti comuni (primo comma lettera b), consente l’esonero dall’installazione di ascensori e montascale purché sia prevista la possibilità di una loro installazione (alternativa) in un tempo successivo, tutte le volte che gli edifici residenziali non abbiano più di tre livelli fuori terra.

E’ ovvio che qualora l’accesso (nel senso di unico ingresso all’edificio accessibile ai disabili) fosse ad un livello diverso, ad esempio al piano interrato, al piano seminterrato o al piano pilotis, anche tale livello andrebbe computato; in altre parole i tre livelli da considerare sono quelli fuori terra in ogni caso, aumentati dei livelli interrati o seminterrati, qualora l’ingresso utilizzabile dai disabili per accedere all’edificio, sia collocato solo a questi piani.

In tal senso l’articolo 3.2, del predetto decreto ministeriale che, come noto e per principio generale, in quanto norma di attuazione non può essere letto che in conformità alla norma di delega (il già citato articolo 1 della legge n. 13 del 1989), che di per sé non si presta ad equivoci. Una diversa e più restrittiva lettura del predetto articolo 3.2 del decreto ministeriale (nel senso dell’obbligo di installazione di ascensore ogni volta che si superino i tre livelli computando anche quelli interrati e seminterrati) renderebbe il decreto illegittimo per eccesso di delega. E’ ovvio che tra le diverse interpretazioni deve essere accolta quella conforme alla legge, in ragione del principio di presunzione di legittimità degli atti amministrativi.

Montascale: gli aspetti di prodotto

Come abbiamo visto il dettato normativo di riferimento anche per l’installazione di un montascale a piattaforma o di un montascale a poltroncina è il già citato DM 236/89.
Per quel che riguarda invece gli aspetti di prodotto, queste sono definite come norme UNI.

Le norme UNI

Queste sono norme volontarie che molte volte sono lì a recepire le Normative Europee CEN. La prima normativa di tipo UNI in materia di sostegni alla mobilità destinati a persone con problemi o disfunzioni motorie risale al 1991 mentre l’ultima è del 2009. Queste norme rappresentano un valido riferimento per chi produce e installa montascale e affini e deve necessariamente essere in grado di assicurare al cliente una qualità alta degli stessi. A seguire un elenco delle Norme UNI attualmente presenti e da rispettare.
• Norma UNI 9801:1991

Questa norma riguarda i sollevatori e trasportatori di tipo fisso, che siano essi definiti come montascale o servoscale, destinati alle persone disabili. Disciplina i requisiti di sicurezza.

Molto schematicamente questa normativa tende a definire lo scopo di sicurezza ed i criteri per la progettazione, la costruzione, l’installazione e la manutenzione dei montascala o servoscala motorizzati e fissi destinati in prevalenza al trasporto di persone con problemi motori o disabilità. La normativa attiene esclusivamente ai montascale motorizzati con gruppi di sospensione e trazione con installazione fissa e si riferisce al mezzo di carico che segue l’andamento dei gradini o del piano sottostante.

La normativa non riguarda quindi le apparecchiature trasferibili, né quelle installate a bordo di veicoli o impiegate al fine di agevolare la salita sui veicoli. Questa Normativa entrò in vigore nella seguente data: 1991-09-30
Mentre venne ritirata in data: 2009-02-19 – e sostituita da una nuova normativa la UNI EN 81-40:2009

• Norma UNI EN 81-40:2009

Questa normativa definisce le Regole di sicurezza per la costruzione e l’installazione degli ascensori – attiene agli ascensori speciali per il trasporto di persone e cose. Bisogna arrivare al Paragrafo N° 40 per vedere comparire i montascale e le piattaforme elevatrici che si muovono su di un piano inclinato destinati alle persone con mobilità ridotta.

Questa normativa è la versione ufficiale della norma europea EN 81-40 datata ottobre 2008 e va a specificare i requisiti di sicurezza al fine costruttivo, fabbricativo e relativo all’installazione e alla manutenzione oltre che allo smontaggio dei montascale elettrici.

Si riferisce quindi a tre tipologie di servoscala:

1): a quelli dotati di poltroncina da destinare alla persona che necessita di sedersi per raggiungere una distanza da un punto all’altro.

2): a quelli dotati di piattaforma destinati alla persona in piedi

3): a quelli dotati di piattaforma destinata al trasporto di carrozzine che sono fissati alla struttura di un edificio e sono progettati per le persone con disabilità o scarsa e ridotta mobilità. Tale normativa è entrata in vigore il 19 Febbraio dell’anno 2009 ed è tuttora vigente.

Quel che maggiormente ci interessa affrontare in questa sezione sono gli aspetti pratici dei passi necessari per installare un servoscala in un condominio o in una casa privata.

L’installazione di un montascale non necessita di particolari permessi comunali quali permessi a costruire o SCIA in quanto opera facilmente removibile. Se la costruzione è privata non sono da richiedere permessi salvo il caso di edifici sottoposti a vincoli paesaggistici o delle belle arti, dove allora occorre rifarsi a specifiche indicazioni.

Nel caso di installazione in condominio non sono richieste maggioranze in caso di presenza di persona anziana o disabile. E’ sufficiente inviare una raccomandata all’amministratore almeno 90 giorni prima dell’installazione. Per evitare sbagli formali che potrebbero prestare il fianco a ricorsi e/o contestazioni è sempre bene contattarci e richiedere una consulenza personalizzata al singolo caso.

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